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Giuseppe Basile Biografia

Giuseppe Basile Biografia
Giuseppe Basile naque a Siculiana (Ag) il 9 Giugno 1830 e lì mor il 26 1867.
Il padre, Pasquale, esercitò la professione di agrimensore oltre ad essere un facoltoso possidente terriero con allevevamento di cavalli e una vasta tenuta per la coltivazione della vite curata e portata avanti dal figlio Luigi.
La madre Vita Schembri Volpe, casalinga, proveniva da una facoltosa famiglia siculianese.
Basile ebbe una sorella e quattro fratelli:
Domenica (religiosa laica); Onofrrio (monsignore canonico); Salvartore (sacertode teatino); VIncenzo (sacerdote gesuita); Luigi (agrimensore e farmacista).
Basile consegui la laurea in Farmacia presso l'Università di Palermo nel 1853.
Esercitò l'attività di farmacista dilettandosi di chirurgia (come riferiva il nipote farmacista Pasquale) operando abusivamente nel retro della farmacia, fino a quando ( notizie tramandate in famiglia) a seguito di un intervento chirurgico per tumore alla mammella, venne denunciato dal Protomedico di Siculiana.
Si trasferì quindi a palermo, dove si iscrisse alla Facoltà di Medicina, conseguendo la Laurea di Medicina nel 1859.
Fu allievo prediletto di Giovanni Gorgone docente di Anatomia Descrittiva e direttore della Clinica Chirurgica dell'Università di Palermo non che CHIRURGO MAGGIORE dell'Ospedale Civico.
Il Basile svolse la professione di Chirurgo (all'epoca esisteva la separazione tra la Laurea in Medicina e laurea in Chriururgia) molto probabilmente a Palermo dove entrò a far parte del Comitato Segreto Rivoluzionario, presieduto dal Medico Gaetano la Loggia.
Nel Maggio 1860 raggiunse Garibaldi a Partinico, dove si mise subito all' opera amputando il braccio sinistro ad un certo Salvatore Patti.
Di là passò con Garibaldi al Piano di Renda e poi al Pioppo, rientrando da ultimo a Palermo dove fra altri feriti curò il figlio di Daniele Manin.
A Milazzo nella campagna del 1860, improvvisò un ospedale da campo nel Convento dei Carmelitani.
La sua carriera di chirurgo militare si svolve nelle campagne del 1860-1862 e 1866 con il grado di capitano, come primo chirurgo assistente insieme al collega Enrico Albanese, entrambi facenti parte dell'Ambulanza Generale di cui era capo il Dott. Pietro Ripari.
Il 29 Agosto 1862 il Generale Giuseppe Garibaldi fu ferito al piede destro dai Bersaglieri del Colonnello Pallavicini.
Molto si discusse, al livello scientifico, anche in campo internazionale, sulla presenza o meno della palla nella ferita della caviglia destra di Garibaldi.
La diagnosi del Basile non tenuta nella dovuta considerazione dai noti chirururghi che si avvicendarono al letto del Generale, si dimostrò corretta e la sua attività assistenziale qualificata e delicata fu sempre molto apprezzata da Garibaldi.
Sarà membro dell'Accademia Fisio-Medico-Statistica di Milano seguente motivazione:
"Il Chiarissimo Sig. Dott. BASILE Chirurgo Curante la Ferita del GRANDE GARIBALDI a Pisa e dichiarato  SOCIO CORRISPONDENTE di questa ACCADEMIA SCIENTIFICA, autorizzata con sovrana risoluzione il giorno 18 Ottobre 1845".
Nel 1867 si ritrovava a Caprera presso il Generale Garibaldi.
A causa dell'epidemia di colera che colpì pesantemente Siculiana si determinò una carenza di medici per l'assistenza dei colerosi.
Il Basile partì immediatamente anche perchè erano stati colpiti i fratelli Onofrio e Luigi.
Così mentre riuscì a curare il fratello Luigi lo stesso Giuseppe Basile contrasse il colera che lo portò alla morte alla giovane età di 37 anni.

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Comunicazione del Presidente dell'Associazione ALT Stefano Siracusa

IL #MeTe IN LOCKDOWN PROLUNGATO

Il 25 Maggio dovrebbe essere il giorno della riapertura dei musei in Sicilia. A dire il vero non tutti i Musei riapriranno, o chi lo farà potrà erogare dei servizi minimi o ridotti. Da report che ho consultato personalmente, si stima che entro la fine di giugno solo il 30% dei Musei ( sommando quelli Statali, regionali, civici e privati ) riaprirà i battenti. La chiusura dovuta all'epidemia da Coronavirus, così come per tanti altri luoghi di cultura, ha causato non pochi problemi di natura gestionale ed economica. Per il #MeTe il lockdown ha significato la rottura di quel fragile equilibro gestionale ritrovandoci, nonstante le oggettive difficoltà economiche palesate ripetutamente nel corso degli anni dall'associazione ALT, in una situazione di completa impossibilità di riapertura. Infatti una serie di fattori come la riduzione delle visite, la cancellazione di eventi, mostre, iniziative didattiche e tour destinati ai gruppi di scolaresche o ai gruppi organizzati dalle agenzie viaggi, dai tour operator e dalle associazioni, hanno inevitabilmente pregiudicato la possibilità di riaprire al pubblico, almeno in tempi brevi, il tutto a causa di costi di gestione e di riapertura che non sono più sostenibili alla luce dei minori incassi previsti. Gia alla fine del 2019, tra i soci dell'associazione avevamo anticipato di tasca nostra circa 900 € per mandare avanti la baracca.

Adesso basta! Non è più pensabile che per garantire un servizio museale, in una sede pubblica, non solo non si viene pagati per il lavoro svolto, ma si debba pure rimetterci di tasca propria.

Mi accodo all'appello già portato avanti da altri direttori museali siciliani, i quali hanno palesato la necessità di risorse pubbliche per garantire servizi museali "family friendly" nel rispetto delle misure di sicurezza previste dalle disposizioni a contrasto del Coronavirus.

Abbiamo gia inoltrato diverse richieste all'Amministrazione Comunale di Siculiana, proponedo la stipula di una Convenzione annuale al fine di sostenere economicamente le attività culturali proposte dal Museo #MeTe mirando alla creazione di azioni sinergiche volte a favorire sia la ripartenza turistica locale - attraverso collaborazioni con le aziende del comparto turistico -, sia attraverso operazioni di “Art therapy” rilanciando l’arte e la cultura come mezzo per raggiungere il benessere psicofisico, soprattutto dopo un periodo di isolamento forzato come il lockdown.

Martedì 26 maggio l'amministrazione Comunale di Siculiana ha fissato un incontro con l'Associazione per discutere sull'eventuale esito della Convenzione. Resto comunque fiducioso e confido nel buon senso dell'Amministrazione Comunale nel sostenere concretamente il #MeTe; d'altra parte dalle parole del Sindaco Lauricella Leonardo e dell'assessore Toto Guarragi ho potuto prendere atto della loro disponibilità a risolvere la problematica.

Nel frattempo, senza soldi il MeTe - Museo della Memoria e del Territorio, insieme all'archivio-biblioteca, continuerà a restare chiuso e con esso tutti gli eventi e i servizi culturali rivolti ai turisti, ai residenti, alle scuole, ai ricercatori e agli studiosi saranno preclusi.


Stefano Siracusa


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